Il documento che segue, redatto da L'A.R.C.A. , Italia Nostra e Firenzeintralice Aps, è stato recentemente inviato al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli. * * * Quando negli anni ’80 i Verdi di Bagno a Ripoli si battevano contro la cementificazione del territorio ripolese era per mettere in evidenza non solo il danno ambientale ma anche le storture della rendita fondiaria. Quando un’amministrazione pubblica, in questo caso il comune, rende edificabile un terreno agricolo ne aumenta il valore; si pensi che il valore al metro quadro di un terreno agricolo da 10 euro può salire fino a 1000 euro. Il proprietario, così, si arricchisce senza aver speso una goccia di sudore e senza pagare tasse per il plusvalore che questo comporta: una profonda ingiustizia sociale oltre che un danno ambientale ed erariale. Noi oggi abbiamo ulteriori motivi per controbattere le nuove edificazioni: il danno ambientale che il consumo di suolo implica e il decremento demografico ...
Associazione Ripolese per la Cultura dell'Ambiente

Il pian di ripoli ormai è andato, pace allanima sua
RispondiEliminaIl Pian di Ripoli ormai è andato e i colpevoli sono a piede libero. Pace all'anima sua.
RispondiEliminaMa via del Carota e le colline intorno, per ora, sono ancora lì.
Sarebbe opportuno fare altrettante foto per far capire alla popolazione che farà la stessa fine, per mano dei soliti noti e che al posto di tanta bellezza ci verranno costruiti 9.500 mq con servizi annessi, un parcheggio adatto ad accogliere adeguatamente l'utenza della Scuola Americana e chissà un domani un adeguato allargamento di via del Carota per permetterne il passaggio oggi quasi impossibile.
Insomma un bel pezzetto di città in collina secondo la "visione" in tanti momenti illustrata dal sindaco, dal vicesindaco, dalla giunta e dalla maggioranza che, nonostante le note vicende, continuano a sostenersi a vicenda.
Se interverranno su via del Carota sarebbe un ulteriore scempio ... perché questa via campestre che porta all' Oratorio di Santa Caterina delle ruote non faccia la fine di quella che dalla villa del Guicciardini porta all'Arno allargata e privata dei muri originali per permettere il passaggio di tubature e fogne per il Centro Viola
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