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La primavera agli scavi di Bagno a Ripoli

                       Arriva la primavera, l’erba cresce e arrivano le prime fioriture. Le immagini che pubblichiamo mostrano quindi un bel quadretto primaverile del nostro territorio. Peccato però che sotto questo bel prato con i primi fiori ci sia l’area archeologica di Bagno a Ripoli, coperta sì da un bel tappeto ma non più visibile. Ci impegneremo affinché i reperti archeologici tornino ad essere leggibili, ma vien da pensare che presto questa potrebbe essere l’unica area verde rimasta a Bagno a Ripoli, visto che quelle esistenti nei dintorni saranno presto occupate da costruzioni e infrastrutture, e l’area avrebbe allora un duplice valore archeologico, perché anche l’erba, i fiori e gli alberi saranno testimonianze di un passato ormai scomparso.                                        

Perché fermare il consumo di suolo

Il documento che segue, redatto da L'A.R.C.A. , Italia Nostra e Firenzeintralice Aps, è stato recentemente inviato al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli. * * * Quando negli anni ’80 i Verdi di Bagno a Ripoli si battevano contro la cementificazione del territorio ripolese era per mettere in evidenza non solo il danno ambientale ma anche le storture della rendita fondiaria. Quando un’amministrazione pubblica, in questo caso il comune, rende edificabile un terreno agricolo ne aumenta il valore; si pensi che il valore al metro quadro di un terreno agricolo da 10 euro può salire fino a 1000 euro. Il proprietario, così, si arricchisce senza aver speso una goccia di sudore e senza pagare tasse per il plusvalore che questo comporta: una profonda ingiustizia sociale oltre che un danno ambientale ed erariale. Noi oggi abbiamo ulteriori motivi per controbattere le nuove edificazioni: il danno ambientale che il consumo di suolo implica e il decremento demografico ...

Mobilità (in)sostenibile

Il tram sta arrivando a Bagno a Ripoli! I lavori stanno procedendo a ritmo incalzante e la tranvia sta iniziando a prendere forma. Siamo convinti che per affrontare seriamente il problema dell’inquinamento atmosferico e della congestione del traffico non bastino le sole auto elettriche; occorre un servizio di trasporto pubblico rapido, efficiente, capillare ed affidabile negli orari, che sia efficace anche nel ridurre l’impatto del traffico pendolare proveniente da Val di Sieve, Chianti e Valdarno. È evidente poi che il mezzo di trasporto prescelto non deve avere impatti ambientali negativi sin dalla sua realizzazione per non vanificare anche in parte i benefici che porta. Purtroppo i lavori della tranvia per Bagno a Ripoli hanno già messo in evidenza significativi danni ambientali: nel Pian di Ripoli i 700 m. di tranvia sono stati ottenuti nel nostro territorio al prezzo di cancellare vaste aree verdi per deposito, parcheggi scambiatori e capolinea. Riguardo a quest’ultimo, ...